Lettera di Maurizio Biondi a Il Centro pubblicata l'8 gennaio 2026 nella rubrica "Ditelo al Centro".
di Maurizio Biondi - Presidente A.G.A.F.
Gentile Direttore,
la scrittura a mano nell'era digitale rappresenta una contraddizione esemplare.
Viviamo una stagione di rivoluzione, assimilabile nella complessità a quella industriale. Le rivoluzioni cancellano, azzerano, come nel caso della cultura contadina.
L'avvento dell'intelligenza artificiale pone problemi analoghi se pur diversi. L'evoluzione esponenziale della tecnica rischia di soffocare l'umanesimo.
Agli amanuensi e alla scrittura a mano si deve il salvataggio della cultura classica, alla stampa la sua diffusione. Oggi lo strumento si è fatto mondo nuovo, ma stereotipato.
Porto ad esempio tre elementi tipici della vita quotidiana e della storia dell'arte: l'immagine, il simbolo, il segno.
L'immagine, manipolata sin dall'inizio della riproduzione fotografica, ora si crea ex novo. Il simbolo trionfa nella banalizzazione dell'emoticon. Del segno poco o nulla rimane, nelle scuole dove spadroneggiano i tablet e nell'arte, dominata dalle installazioni.
È proprio nelle scuole che si può e si deve tentare di ridurre la contraddizione tra uomo e macchina, riconsiderando il ruolo essenziale della scrittura a mano per quanto riguarda le capacità di apprendimento, attenzione e creatività degli studenti. In questo solco si inserisce la seconda edizione della "Settimana della scrittura a mano", iniziativa promossa dall'Associazione Grafologi Italiani sezione Abruzzo - Molise, coadiuvata nella Città di Pescara dall'Associazione Grafologi Aternini Forensi. Una serie di conferenze, dal 15 al 23 gennaio 2026, che vedono come luoghi privilegiati gli istituti scolastici della nostra regione. In nome dell'innovazione e della tutela dei valori essenziali per lo sviluppo della persona umana.
Maurizio Biondi, presidente dell'Associazione Grafologi Aternini Forensi.